Abacuc
DESCRIZIONE
Abacuc è "l'ultimo uomo", forse un superstite. Vive in una casa ferroviera con un giardino triangolare tagliato per un suo lato dal passare incessante dei treni. Non proferisce parola. le uniche parole che si odono provengono da una voce meccanica fuori campo, mentre lui solleva una cornetta telefonica con il filo staccato. È l'attore di sé medesimo senza spettatore alcuno. In lui non v'è lirismo o dramma, ma solo un enorme rigore geometrico e una naturale inclinazione per il grottesco esistente. Le sue giornate sono scandite da passeggiate cimiteriali in cui il cimitero appare l'unico luogo di conforto per proteggersi dalla città. Le scarne vicende quotidiane saranno sempre le stesse, reiterate come un'eterna sinfonia inceppata, a volte legge un catalogo sul cemento armato, a volte qualche strambo libro d'illustrazione sovietica. È come se venisse assorbito in un'altra dimensione in cui per qualche attimo si troverà fuori dal suo cul de sac. Un evento sembra togliere il protagonista dalla sua solitudine catastrofica, la reiterata visita ad una donna che rimane celata e con la quale comunica tramite citazioni letterarie; ma anche questa via è un vicolo cieco: la presenza femminile è solo lo sdoppiamento Aabacuc. Abacuc rappresenta il bisogno dell'arte cinematografica di autoestinguersi e implodere in sé stessa. Il film è girato in Super 8, le musiche originali sono del Maestro Dario Agazzi. Un film surreale, un musical, un film di fantascienza, forse un "fake remake" de L'ultimo uomo sulla terra. «La concezione del film è legata alla monumentalità delle rovine. La rovina e il monumento sono condensati nello stesso corpo e nel medesimo sguardo. Un monumento non ai caduti ma ad un superstite. Abacuc è una marionetta senza spettatore. Recita l'ultima pièce possibile. Memore delle macerie delle avanguardie, non voglio cadere sedotto dal nuovo classicismo camuffato da una parvenza di nuove vesti o storie. Ecco così un film fermo, immobile e fotografico dove alla telecamera e alla narrazione non è più richiesto alcun movimento. La realtà pre-esistente viene documentata senza pretesa di verità alcuna. Finzione e documentario non si fondono e non si riconoscono, ma travalicano e sconfinano per incontrarsi in altri territori quali il teatro marionettistico, il teatro dell'assurdo e la fotografia.. (...) In questo lavoro la "materia" della pellicola, la storia narrata e l'audio sono la medesima parte di un corpo, un corpo che ci spaventa perché rimanda ad un'imm...
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Abacuc inizia alle ore 03:05
Abacuc va in onda il giorno 07-06-2026